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Trento
06 febbraio | 18:51

Autonomisti, riunificazione a rischio. Kaswalder: "Senza risposte ognuno andrà per la propria strada". Il Patt? "Qualcuno dovrebbe fare un passo indietro"

Per il fondatore di Autonomisti Popolari davanti ad un calo di voti i dirigenti di un partito dovrebbero fare delle riflessioni. Acque agitate per il futuro congresso, i nodi da sciogliere rimangono i tesserati e l'articolo 7 dello statuto del Patt 

Autonomisti, riunificazione a rischio

TRENTO. “Se vogliamo davvero ripartire servono persone nuove. A Bolzano Achammer al congresso ha deciso di non ricandidarsi dopo il calo di voti. E' questa la serietà che serve”. Continuano ad essere agitate le acque negli autonomisti trentini. Walter Kasswalder sta attendendo delle risposte dal Patt e per il momento il congresso è bloccato.

 

“E' tutto fermo e lo rimarrà fino a che non arriveranno delle risposte” spiega a il Dolomiti, Kaswalder. 

 

I rapporti tra Patt e Autonomisti Popolari non sono buoni e di certo sono in molti quelli che non vorrebbero rivedere ai vertici autonomisti ancora Franco Panizza e Simone Marchiori. Quest'ultimo, fra l'altro, è entrato in giunta provinciale dopo essere arrivato terzo fra i non eletti scatenando diversi mal di pancia.

 

Sono almeno due gli aspetti che Walter Kaswalder avrebbe chiesto al Partito Autonomista Trentino Tirolese prima del congresso. Il primo riguarda la modifica (o deroga) della norma dello statuto che chiede 12 mesi di iscrizione per avere una carica.  

 

La seconda questione è quella dei delegati. “Ho chiesto – spiega Kaswalder – di partecipare con i tesserati di Autonomisti Popolari”. Questioni di non poco conto sulle quali l'ex presidente del consiglio provinciale difficilmente farebbe un passo indietro. 
 
“Se non arriverà una risposta  – spiega Walter Kaswalder a il Dolomiti - ognuno andrà per la propria strada. Non ho più voglia di discutere, io ho posto delle questioni in maniera tranquilla e trasparente. Ora devono farci sapere cosa vogliono fare”. 

 

L'ex presidente fa riferimento alla situazione politica dell'Svp a Bolzano. Il segretario Philipp Achammer, dopo dieci anni alla guida del partito di raccolta dei sudtirolesi, ha deciso di gettare la spugna annunciando di non avere intenzione di ricandidarsi alla guida del partito. Una decisione che è arrivata dopo il leggero calo di voti alle scorse provinciali. Lo stesso Obmann, nonostante essere arrivato al secondo posto per numero di voti dietro a Kompatscher, ha perso circa 16.500 voti dimezzando letteralmente il suo consenso personale rispetto al 2018.

 

Nessun passo indietro, invece, è stato fatto fino ad oggi da Simone Marchiori dopo le ultime elezioni provinciali. “E' un discorso di serietà  – spiega Kaswalder – bisogna essere credibili e bisogna  partire con persone nuove. Io non voglio crocifiggere nessuno ma nel momento in cui un gruppo dirigente non viene premiato dalla base autonomista, considerando anche che si attendevano 4 consiglieri e ne sono arrivati 3 e nessuno tesserato Patt, servirebbero delle riflessioni. Servirebbero dei passi indietro”.

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